Ciao a tutti, mi chiamo Nadia Ameli e attualmente sono al mio secondo anno di dottorato di ricerca presso l’Università Politecnica delle Marche e il Gruppo Loccioni.
Da sempre affascinata alle tematiche energetiche e ambientali, ho deciso di sviluppare la mia tesi specialistica sulla domotica, avendo così modo di incontrare per la prima volta il Gruppo Loccioni: home automation e Leaf House.
Da gennaio 2009 ho iniziato la mia esperienza nel Gruppo con un dottorato di ricerca in Energy Economics, un anno davvero intenso con focus sull’efficienza energetica: la più grande soddisfazione è stata la redazione di un paper sulle opportunità e prospettive della domotica, risultato di un lavoro di team tra esperti tecnici, comunicazione e me, che ci ha permesso di essere selezionati per il “Best Paper Award 2010”, attualmente la Leaf House è tra i quattro finalisti per il titolo … quindi dita incrociate fino ad Agosto!
Si è aperto poi un altro filone di ricerca che mi ha portata alla UC Berkeley, California al fianco del Prof. Daniel Kammen, premio Nobel 2007 con l’IPCC e consigliere educativo nell’area energetica dell’amministrazione Obama.
La parte finanziaria nell’ambito energetico ha un’importanza vitale, rappresentando spesso la barriera più difficile da superare per adottare modelli di crescita sostenibili: il concetto degli Energy Financing Districts o PACE model (Property Assessed Clean Energy) rappresenta una delle più grandi promesse negli USA (e mi auguro nel mondo) per fornire a regioni e stati gli strumenti necessari per diffondere l’uso di rinnovabili e in generale delle misure di efficienza energetica.
L’aspetto più interessante sarà applicarlo all’Italia, partendo magari proprio dalla nostra Regione (le Marche).
Per il momento il progetto sarà presentato a due Conferenza Europee: Vilnius e Oxford.
Questa è la storia dei miei ultimi due anni, ma soprattutto la storia di eccellenze che si incontrano: UC Berkeley, tra le Università più prestigiose al mondo per la concentrazione di premi Nobel e il Gruppo Loccioni, dove innovazione e ricerca hanno sempre rappresentato la base per la crescita.
Immaginare tutto questo è stato davvero una scommessa, ma proprio l’immaginazione permette di vedere l’invisibile, sperimentare sempre e andare avanti.
Un ringraziamento speciale al Gruppo Loccioni che continua a sostenermi in questo percorso di ricerca.
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